Descrizione
Il Giorno della Memoria è stato istituito in Italia con la Legge n. 211 del 2000 e con esso si richiamano la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, la deportazione e la morte di uomini e donne nei campi di concentramento e di sterminio, nonché il ricordo di quanti si opposero a questo abominio.
La persecuzione antiebraica in Italia fu il risultato di decisioni politiche, provvedimenti legislativi e pratiche amministrative che trovarono nel regime fascista il proprio quadro di riferimento. Le leggi razziali del 1938 tradussero l’antisemitismo in norma dello Stato segnando l’estromissione degli ebrei dalla vita civile, economica e sociale. Inoltre, dopo l’8 settembre 1943, la collaborazione della Repubblica sociale italiana con le autorità naziste rese possibile l’arresto e la deportazione di migliaia di ebrei, con il coinvolgimento diretto delle autorità italiane.
Il Giorno della Memoria non può esaurirsi nella sola commemorazione delle vittime con il rischio che si riduca a una ritualità ripetuta. Ricordare il 27 gennaio significa allora tenere insieme storia e responsabilità. Significa nominare colpe e complicità, comprese quelle italiane, senza rimozioni né autoassoluzioni. Significa riconoscere nel Giorno della Memoria uno spazio di riflessione condivisa, in cui il passato non viene evocato per chiudere il discorso sul presente, ma per renderlo più consapevole e più attento ai diritti e alla dignità di ogni essere umano.